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Il Gran Caffè Margherita è uno degli edifici più rappresentativi della passeggiata viareggina, in grado di creare una sorta di shock estetico discostandosi di molto dal  tipico aspetto della località balneare.

Si tratta di un locale raffinato e sublime, e, come tutte le strutture del viale, costeggia il mare creando un'atmosfera suggestiva per chiunque si trovi a passeggiare nella zona.  

Esempio perfetto del Liberty italiano, arricchito da tratti arabeggianti, è caratterizzato da due torrette simmetriche che ne snelliscono la struttura. La decorazione, realizzata con ceramiche verdi e gialle, aggiunge un’affascinante tonalità squamata all’azzurro del cielo.

È evidente che al momento della realizzazione, Tito Chini, bisnipote del noto Galileo, si ispirò al mondo orientale che ebbe occasione di visitare e riproporre una volta tornato in Toscana. L’artista all’epoca era una vera propria star, a tal punto da aver ricevuto l’incarico dal re del Siam di costruire il palazzo imperiale di Bangkok.

La terrazza decorata con colonnine, sovrasta il trionfale ingresso che porta alla caffetteria, attualmente riconvertita a ristorante e come sede della libreria Mondadori.

Interessante è sicuramente la decisione di mantenere gli arredi originali all’interno: le uniche modifiche fatte sono dovute alla necessità di adattare ciascuna area alla funzione attuale e hanno interessato in particolare i pavimenti, in marmo e i lampadari. Per questa ragione, una volta varcata la soglia di entrata, il tempo sembra cristallizzato nell’eleganza e raffinatezza del salone intellettuale di una volta. Infatti se nel portico si sviluppano le arcate, all’interno le sale sono abbellite con dipinti e affreschi che rievocano l’atmosfera viareggina ottocentesca, integrandosi alla perfezione con gli arabeschi e i balconi.

Viale Regina Margherita, 30 - 55049 Viareggio

Originariamente la struttura, che risale al 1902, era realizzata in legno, così come tutti gli edifici che costeggiano il mare. Il progetto originario prevedeva una galleria aperta che avrebbe permesso di raggiungere facilmente il mare dalla Passeggiata: in realtà oggi la galleria è chiusa e senza sbocco. A causa di un tragico incendio avvenuto nel 1917, furono necessarie ristrutturazioni, cui hanno preso parte l’Ingegner Belluomini e Galileo Chini, che hanno portato all’immagine di oggi, il famoso Caffè, così dal 1928. 

Curiosamente, il Caffè era un luogo frequentato proprio da Giacomo Puccini che, intorno al 1921 si era trasferito a Viareggio a lavorare alla sua “Turandot”.

Si dice che il compositore amasse recarvisi dopo giornate intense per rilassarsi con la vista mare o per incontrare amici. Questo era ormai diventato il salotto più elegante di Viareggio, ricercato da uomini di cultura, artisti, intellettuali e nobili.

 

Una targa apposta nel 1949 recita: 

Durante il primo quarto del secolo

Uomini illustri

Tra cui

Marconi Giordano Toscanini

E amici cari del maestro

Italiani e stranieri

Convenivano a questo tavolo

Scelto da

Giacomo Puccini

A luogo di ritrovo

Per ricrearsi in semplicità di civili conversari

Dopo la diurna fatica

Intorno all'arte sua immortale.

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