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L'Abitato ligure di Monte Pisone

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Informazioni

Stagione consigliata: Primavera - Estate
Contatti: Museo archeologico di Castelnuovo di Garfagnana
Epoca: Fine IV secolo a.C., prima metà III secolo a.C.
Frazione / Località: S. Romano di Garfagnana
Comprensorio: Garfagnana
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L'insediamento ligure di Monte Pisone (m 879 s.l.m.), già indiziato dal rinvenimento, agli inizi del '900, di una tomba femminile oggi perduta, presso S. Romano in Garfagnana, è stato indagato con due campagne di scavo tra 1983 e 1984.
Situato in posizione dominante, su un rilievo delle propaggini appenniniche che orlano l'alta valle del Serchio, l'abitato risulta al centro di un territorio intensamente popolato da piccole comunità liguri fin dai decenni finali del IV secolo a.C.; organiche ricerche di superficie hanno infatti individuato, nel territorio di S.Romano, resti di insediamenti minori anche presso Madonna del Bosco e Sillicagnana. L'abitato di Monte Pisone doveva quindi costituire un punto di riferimento e forse il luogo comune di difesa, per le popolazioni liguri dedite alla pastorizia che, come dimostra la frequentazione delle grotte della Pania di Corfino e di Sassorosso, si spostavano stagionalmente sui pascoli del crinale appenninico.
(testo di SUSANNA BIANCHINI)
S. Romano di Garfagnana
Resti non visibili; alcuni reperti sono esposti nella Mostra Archeologica Permanente di Castelnuovo Garfagnana.
L'abitato risulta articolato in più nuclei, distribuiti sia sul Monte Pisone vero e proprio che sul contiguo rilievo del Castellaraccio, da dove provengono ceramiche databili tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo a.C. L'indagine archeologica si è concentrata sulla vetta del Monte Pisone dove, in due aree distinte, sono state individuate importanti opere di terrazzamento realizzate con strutture di blocchi di pietra, talvolta sommariamente sbozzati, e livellamenti di schegge litiche miste a terra.
Sui ripiani, in gran parte artificiali, ottenuti con tali opere, erano costruite, completamente in legno, le abitazioni. Sul versante meridionale, in particolare, sono stati individuati i resti di due edifici; uno di essi, a pianta rettangolare, conservava il piano pavimentale, costituito in parte da un battuto di terra, pietrisco e lastre d'arenaria, una banchina in pietra all'interno e due focolari, forse di uso comune con l'edificio contiguo.
Tra i reperti rinvenuti è presente, seppure in quantità minime, ceramica a vernice nera di produzione sia etrusca che romano-laziale; è però riferibile alle locali produzioni liguri la maggior parte del vasellame da mensa in uso nell'abitato, in particolare coppe e brocche decorate con bande e motivi geometrici in rosso. Sono prodotte localmente, nel caratteristico impasto "vacuolato", anche olle da cucina, coperchi, contenitori per l'immagazzinamento, e fuseruole per la filatura. Provengono infine dall'abitato pestelli ottenuti da ciottoli levigati e oggetti relativi all'abbigliamento e all'ornamento personale quali fibule, un gancio di cintura, un frammento di armilla, un pendente in vetro verde a forma di vaso ed altri elementi di collana in pasta vitrea, alcuni dei quali già noti in contesti tombali liguri dell'alta e media valle del Serchio (Castelvecchio Pascoli).
L'insieme dei ritrovamenti indica che l'abitato di Monte Pisone fu abbandonato poco prima della metà del III secolo a.C. per motivi che ci sfuggono; in questo periodo di stabilità e relativa tranquillità erano comunque venute meno le esigenze difensive evidenti nella posizione strategica del sito.
  • CIAMPOLTRINI G., Ricerche sugli insediamenti liguri dell'Alta Valle del Serchio, "Bollettino di Archeologia" 19-20-21, 1993
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