La città romana di Lucca

La città romana di Lucca
Come tutte le città romane di nuova fondazione, Lucca venne edificata secondo un progetto regolare, nel quale lo spazio urbano era suddiviso in isolati rettangolari da assi viari ortogonali, cardini e decumani.
L'occasionale ritrovamento di tratti di lastricato antico, conservati nel sottosuolo, ha consentito di ricostruire la pianta progettuale della città antica, individuando le misure standard degli isolati.
La continuità di vita ha ovviamente determinato nel tempo leggeri spostamenti e deviazioni delle sedi stradali; soltanto in alcuni casi, soprattutto nel settore sud-occidentale della città, la viabilità antica è stata completamente sostituita da un nuovo sistema stradale.
(testo di SUSANNA BIANCHINI)

Dove

Lucca Italia

Stato di conservazione

I resti dei manufatti stradali della città romana non sono visibili, ma buona parte della viabilità attuale ricalca, pur con leggere deviazioni, quella dell'impianto urbano antico, che si può dire quindi ben conservato e apprezzabile percorrendo la città.
Ad oggi le testimonianze romane all'interno di Lucca sono la  Piazza dell’Anfiteatro, che fu ricostruita sui resti dell’anfiteatro romano, risalente al II sec. d.C,  la Domus Romana, conosciuta anche come “Casa del fanciullo sul delfino”, dal nome dello splendido altorilievo ritrovato nella casa, scoperta nel 2012. Ed infine ciò che rimane della vecchia cinta muraria che può essere ammirata nei pressi della Chiesa della Rosa sia all'interno che all'esterno.
 

Notizie Storiche

I principali assi viari, cardo e decumanus maximi, ai cui estremi si aprivano le porte della città (Mura romane), sono ripetuti oggi dagli allineamenti rispettivamente di via Fillungo-via Cenami e di via S. Paolino-via S. Croce. Ancora evidente è il netto cambiamento di direzione del cardo maximus all'uscita settentrionale della città, dopo l'incrocio con via Nuova e prima di raggiungere l'anfiteatro.
Altri cardini, strade con orientamento nord-sud, ben conservati nel sistema viario attuale, sono quelli corrispondenti alle vie Galli Tassi, Burlamacchi, all'allineamento via Vittorio Veneto-via Calderia e a via Fatinelli; l'ultimo cardine verso est si trovava sull'allineamento di via delle Chiavi d'oro e, sebbene si conservi solo per un brevissimo tratto, è stato individuato grazie al ritrovamento di una porzione di basolato stradale ai piedi della Torre Guinigi.
Corrispondono invece al tracciato dei decumani, orientati est-ovest, la via S. Giorgio, che nella parte orientale proseguiva forse costeggiando le mura urbane, e gli allineamenti di via S.Giustina-via Buia-via S. Andrea e di via Vittorio Emanuele-via del Battistero-via Vallisneri.
L'ultimo decumano verso sud non è più conservato, ma è assai probabile che questo asse stradale si allineasse con i lati settentrionali della cattedrale di S. Martino e della chiesa di S. Romano. L'edificazione delle due chiese, la cui posizione in parte rispettava ancora la viabilità antica, dovette ben presto originare un nuovo sistema stradale ad esse più funzionale.
Gli isolati della città erano di forma rettangolare, di 120 X 105 m di lato, con l'eccezione della fascia centrale, progettata per accogliere l'area forense, che misura 140 X 120 m di lato. Il Foro si trovava nell'area dell'attuale piazza S. Michele, definita "in Foro" già nei documenti altomedievali; resti di edifici pubblici e sacri sono stati individuati lungo il lato occidentale della piazza, nell'isolato compreso tra via di Poggio e Corte Portici.
Isolati di minori dimensioni e di forma irregolare, condizionati dal tracciato delle mura, si trovavano lungo i lati est e nord della città; uno di questi, probabilmente in età augustea, venne utilizzato per la costruzione del teatro.
La ricostruzione della pianta antica ha evidenziato il perfetto inserimento dell'impianto urbano nella coeva divisione agraria (centuriazione), realizzata anch'essa con assi ortogonali: la definizione degli assi viari della città pare infatti avere avuto come caposaldo di riferimento un decumano centuriale, corrispondente all'attuale Corso Garibaldi, che dista infatti 120 m dal primo decumano urbano ricostruito sull'allineamento meridionale delle chiese di S.Martino e S. Romano; il cardo maximus della città costituisce inoltre la prosecuzione urbana di un cardine centuriale.

Bibliografia

  • SOMMELLA P., GIULIANI C. F., La pianta di Lucca romana, Roma 1974
  • CIAMPOLTRINI G., Aspetti della dinamica urbana a Lucca fra tarda repubblica e III secolo d.C., Contributi archeologici, in Città e monumenti dell'Italia antica, 1998

Informazioni

Stagione consigliata: Tutte le stagioni
Epoca: Romana
Frazione / Località: Lucca
Comprensorio: Piana di Lucca

Ospitalità e Accoglienza...